fotografo amatoriale

qualche consiglio

Non importa quello che vuoi fotografare e in che modo, dinamico o statico, sei tu quello che decide qual'è la migliore inquadratura. Per creare un'immagine emozionante, ci sono alcune regole di base sulla composizione (delle immagini) che dovresti sapere e applicare. Naturalmente, sei libero di sperimentare e di infrangere qualsiasi regola.

la sezione aurea

L’idea di creare una foto perfetta appartiene a qualcosa di astratto.
La sezione aurea è un concetto realistico che si nasconde nella natura, nella geometria delle cose e negli oggetti quotidiani di cui a malapena ci accorgiamo. Cos’ha di tanto speciale questa sezione, al punto da essere chiamata “occhio di Dio”?
La sezione aurea è anche alla base di opere umane come architettura, pittura, scultura, ma anche all’interno di strutture anatomiche, forma delle galassie ed elementi del mondo minerale e naturale.
Teoricamente è il risultato del rapporto tra due grandezze diverse, la cui grandezza maggiore è il medio proporzionale tra la grandezza minore e la somma delle due. Il risultato è un numero irrazionale che viene approssimativamente abbreviato a 1,6.
Le composizioni strutturate seguendo i rapporti matematici sono molto apprezzate dall’occhio umano per estetica e gradevolezza generale.
Per ottenere una fotografia coerente con essa è necessario utilizzare una griglia ripartita in 9 quadrati che ricorda la regola dei terzi. Si potrebbe asserire che la regola dei terzi sia una semplificazione della regola aurea.
La differenza è che la sezione aurea utilizza una griglia leggermente diversa con le colonne centrali più strette rispetto a quelle laterali.
Molto difficile capire quale composizione si presti alla sezione aurea, la complessità del suo disegno comporta un approccio razionale all’obiettivo.
La realtà è che il consiglio è quello di partire scattando foto seguendo la regola dei terzi, più semplice e intuitiva. E solo quando l’occhio avrà internalizzato questa tecnica, si potrà passare al livello successivo.
Esistono filtri con griglie della sezione aurea per aiutare i principianti con la messa in atto di questa fantastica tecnica.
Se invece volete provare ad applicare la griglia in post-produzione ricordate di tenervi molto lontani durante gli scatti per poter effettuare un eventuale crop successivamente.
Per il ritratto, la sezione aurea è l’ideale per composizioni decentrate che vogliono ispirare dinamicità all’osservatore. 
Allo stesso modo anche la fotografia paesaggistica e naturalistica riesce a trovare la sua massima resa grazie ai suoi innumerevoli soggetti che ben riescono a inserirsi all’interno di una scena aurea.

la regola dei terzi

La regola dei terzi è una regola compositiva. Come nell'immagine sopra, l'inquadratura viene divisa da due linee orizzontali e due verticali, il risultato sono 9 quadrati perfettamente uguali. Quello al centro è il fulcro ed ogni suo angolo è costituito da un punto di forza. In totale quindi abbiamo 4 punti di forza in cui immettere un soggetto della scena.
Perché sono chiamati punti di forza? Perché è qui che si concentra l’occhio visivo dopo aver visualizzato il centro.
In occidente l’occhio scrutinatore tende a fissare i punti in senso orario partendo dal primo a sinistra per poi procedere per gradi. In oriente,  o comunque in un altra cultura,  potrebbe invece venir utilizzato un altro tipo di tecnica, coerentemente con il proprio sistema di lettura. In pratica la lettura di una immagine è strettamente legata anche alle altre abitudini culturali tipiche.
Questa regola può essere applicata a qualsiasi scenario e formato, l’importante è utilizzare in maniera equilibrata e regolare le due linee orizzontali e verticali.
Le fotocamere di nuova generazione consentono di visualizzare la griglia al momento dello scatto tramite un apposito tasto, in modo da avere una chiara visione e non imbattersi in un errore di valutazione che pregiudicherebbe il risultato finale.
Ma perché è così importante spostare lateralmente i soggetti? Non è più semplice centrarli?
Sicuramente la via più rapida è puntare l’obiettivo al centro e scattare ma in questo modo si otterrebbe una foto statica e irrimediabilmente banale. Il lavoro di un fotografo è cercare di superare i propri limiti e proporre il proprio punto di vista in maniera non convenzionale.
La regola dei terzi si presta a questo standard permettendo al fotografo di mettersi alla prova e, al tempo stesso, di ottenere una foto dinamica ma bilanciata.
In un ritratto (ad esempio), facendone un esame, si può affermare che gli occhi corrispondono solitamente ai punti di forza ma è possibile dare un’impronta più innovativa alla foto proponendo un taglio laterale.
Allo stesso modo anche una figura intera può risultare noiosa se centralizzata, la regola dei terzi riesce a vivacizzare la foto ponendo la figura su una delle sue linee verticali.